giovedì, 27 aprile 2006

Piccole soddisfazioni

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categoria:calcio
giovedì, 27 aprile 2006

Il Trenino Verde

Ma la Sardegna non era solo costa, mare, spiagge e divertimento? No! Ho scoperto che attraverso le FdS (Ferrovie della Sardegna) si può fare una bellissima gita partendo da Arzachena ed arrivando a Tempio Pausania attraversando le solitarie e piccole stazioni di Sant'Antonio di Gallura-Luras-Calangianus-Nuchis-Tempio Pausania. La Gallura vista da un finestrino di un treno a vapore, con tutto il fascino del lago di Liscia dove si effettua la prima sosta "speciale" e si possono gustare prodotti sardi grazie ad un pic nic organizzato dalla Sardinia Service (www.sardinia-service.it). Dopo vino della Cantina Sociale di Gallura, pecorino e salsiccia sarda, ricotta salata, pane carasau, olive e carciofini sardi si riparte in direzione Tempio Pausania dove è prevista la visita al Nuraghe Majori (costruzione sarda usata da allevatori come rifugio risalente al 1600 a.C.). Ma intanto il panorama ci regala delle distese di colori contrastanti fra di loro di notevole intensità grazie anche alla stagione primaverile, vigneti, pale eoliche, allevamenti, cave di granito, la Stazione Sperimentale del Sughero che accoglie al suo interno il Museo del Sughero. Arrivati a Tempio Pausania un piccolo spostamento con pulman permette la visita al Nuraghe. Si parte alle 11 per ritornare alle 16 ad Arzachena. E' inoltre possibile affittare un vagone speciale del 1913 che accoglie 40 persone e che costa mille euro. Le tappe e le eventuali soste gastronomiche si possono stabilire a seconda delle esigenze con la Sardinia Service. Una giornata diversa dalle altre. Speciale e sicuramente indimenticabile. 

www.treninoverde.comP1000495P1000507P1000536P1000529P1000533P1000553P1000606     

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giovedì, 27 aprile 2006

 Colomba? Presente!

Che il panettone fosse buono si sapeva, ma cosa pensare della colomba pasquale? Quella di Igino Massari è veramente buona. Spazzolata nel giro di pochi minuti. Pasticceria Veneto via Salvo D'Aquisto 8 Brescia. Se non siete da quelle parti si può ordinare (030.392586) e nel giro di 24 ore arriva a casa.

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venerdì, 14 aprile 2006

cacioepepeCacio e Pepe !!!!!!

Va bene, va bene. Sicuramente già lo conoscete ma per me che sono a Roma "solo" da tre anni è stata una vera scoperta. Il Cacio e Pepe migliore al mondo, per non parlare di tutti gli altri primi: matriciana, carbonara, gricia e Felice con mentuccia e pomodorini. Proprio Felice, così si chiama questa trattoria, direi moderna, nella zona Testaccio. Ci siamo seduti in cinque e abbiamo preso otto primi piatti!!!! Per non parlare della coda alla vaccinara, dell'abbacchio servito con purè o patate al forno, involtini al sugo e ancora e ancora e ancora. Lista di vini in prevalenza laziale. Non fatevi scappare il tiramisù servito nel bicchiere con cioccolata calda sopra. WOW.

....dimenticavo: Da Felice via Mastro Giorgio, 29 - 06.5746800   

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martedì, 11 aprile 2006

Valencia, che bella! Ma che brutta partita...

Milano, 4 aprile 2006, giornata bellissima, un caldo primaverile che fa sperare belle cose per tutto il resto della giornata. La partenza è prevista per la prima mattinata direzione Villareal, piccola cittadina a circa 60 chilometri dalla bellissima Valencia. Con qualche ora di ritardo, quattro amiche intraprendono l'ennesima avventura seguendo la propria squadra del cuore, l'Inter. Eravamo contente, sul cartellino la partita poteva benissimo essere affrontata a testa alta, ma conoscendo la squadra le paure rimanevano tante. Linate pronti via, Liguria e poi Corsica per tagliare sul Golfo del Leone, costa spagnola e siamo già arrivati. Il bel tempo non ci ha mai lasciati, sole e caldo ci "costringono" a rimanere piacevolmente in maglietta e a dirigerci verso un ristorantino sulla spiaggia di Valencia. Cosa chiedere di più... Gamberoni crudi, scampi leggermente scottati, calamaretti fritti, vino bianco ghiacciato, il sole e ancora pane bruschettato con una non poco delicata salsa all'aglio, paella, totani alla griglia, pesce spada, il sole e ancora il sole, e la sabbia e la spiaggia. Qualche sciarpa nerazzurra avvolta intorno alla vita di chi, in ansia, attendeva le ore serali per gioire. Appunto, gioire. Alle cinque ci dirigiamo verso Castillon, un'ora di pulmino, severamente rispettoso degli ottanta chilometri all'ora. Poco tempo per accorgersi che la cittadina non aveva nulla a che vedere con Valencia. Il sole va via, era forse un indizio? "Yellow Submarine", così sono chiamati i tifosi del Villareal, lo stadio è piccolo, piccolissimo, 20mila spettatori. Semplici cittadini, madri, bimbi e nonne, nulla a che vedere con il frenetico tifo italiano. Niente rabbia, niente eccesivi atteggiamenti di euforia, ma solo uno sventolare di bandierine e la felicità di vedere la propria squadra impegnata in una competizione di tale importanza con un pacchetto di frutta secca in mano (questo è quello che vendono ai barettini insieme alla birra analcolica). Fischio iniziale. Non ricordo più nulla. Una nebulosa. Inter? Nella mia mente rimane il bellissimo pranzo sulla spiaggia e il club sandwich gustato in camera da letto al rientro in albergo in quel di Valencia. Il giorno dopo il sole, caldo, di nuovo. A Milano la nebbia, il freddo e la pioggia.    

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