domenica, 29 ottobre 2006

L'importante è che se ne parli...

I SEGRETI EROTICI DEI GRANDI CHEF

di Welsh Irvine

ed. Narratori della Fenice

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Dopo grandi successi come Trainspotting, Ecstasy, Tolleranza zero, ecco un nuovo romanzo di Irvine Welsh, distruttivo e nichilista come negli altri suoi libri, spietato nel narrare ma al contempo sempre più rabbiosamente innamorato della vita. Uno degli scrittori simbolo della narrativa anglosassone di oggi, Welsh è stato capace di esplorare vizi e passioni del sottoproletariato metropolitano, dal porno al punk e in questo nuova fatica letteraria si cimenta con l’ebbrezza da cibo, in un’allegoria gotica delle ossessioni del nostro tempo: il mangiare, il sesso, la celebrità, ma anche il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo. La trama di questo nuovo romanzo dello scrittore, oggi quasi cinquantenne e un po’ meno “ragazzo terribile” delle lettere scozzesi, riporta a quel sottobosco di Edimburgo a lui caro e familiare. E’ la storia di due ispettori dell’ufficio di igiene che devono stilare rapporti sui ristoranti della città, che poi diventano rivali, uno vittima e l’altro carnefice, che inseguono un padre che è scomparso, forse un grande chef finito in California, fino a un finale scoppiettante e affascinante. Tra grandi abbuffate, scene di sesso, sangue e perversione, Welsh ci regala un buon piatto della sua narrativa forte e piccante, nello stile al quale ha abituato i suoi lettori da Trainspotting in avanti: acido, disperato, all’humour nero e decisamente alla larga dalle “buone maniere”.

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categoria:vino e cibo
giovedì, 19 ottobre 2006

Festa del cinema di Roma

La Festa del Cinema di Roma sta per giungere alla conclusione e da assidua frequentatrice posso dire quasi con certezza che è stato un successo. Tanta gente, molti i biglietti venduti, manifestazioni importanti in tutta la città ed entusiasmo generale. I film presentati sia in concorso sia nelle serate di premiere hanno portato a Roma attori di grande valore ed una delegazione dell'Actor Studio di New York terrà per tutto l'anno lezione per chi vorrà intraprendere la professione di cineasta. Roma è uscita a testa alta, tutto molto bello tranne forse una cosa, proprio quella cosa che ci rende famosi all'estero....il cibo. Una struttura come il "villaggio dell'Auditorium", che ha visto passare migliaia di persone in pochi giorni, era mal organizzata dal punto di vista gastronomico. La situazione era la seguente: banconi che vendevano pizza pessima insieme a fritti unti, self service di pasta stracotta e macedonie di frutta, bar con panini impresentabili, un piccolo angolo con vassoi pre-confezionati di sushi (siamo in Italia), un chiosco di kebab (ripeto, siamo in Italia), un ristorante modaiolo che alle dieci chiudeva la cucina e finalmente lo stand di Antonello Colonna che offriva a pochi privilegiati (20 forse i posti a sedere) quattro portate di ottima cucina romana. Ma è così difficile organizzare delle isole di prodotti italiani buoni, fatti espressi? Cosa ci vuole a fare un buon piatto di pasta? In attesa di vedere il prossimo anno mozzarelle di bufala, forme di parmigiano reggiano, assaggini di tagliatelle e tortellini ..... mi permetto di consigliarvi un film a mio parere imperdibile: Namesake, davvero bello.

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categoria:vino e cibo
mercoledì, 11 ottobre 2006

Cinema e vino

Sulla scia di Mondovino e Sideways si torna a parlare di vino nella nuova commedia A Good Year firmata dal duo Russel Crowe e Ridley Scott di nuovo insieme dopo Il Gladiatore. Il film, che ha origine dal romanzo di Peter Mayle e che in Italia è intitolato "Una buona annata", è ambientato in Provenza ed ha come protagonista un uomo d'affari inglese che a causa della morte dello zio torna nella vecchia villa di campagna dove ha trascorso l'infanzia. Deciso a vendere casa, cambia idea dopo l'incontro con una bella francese, i ricordi del passato e il buon vino. 

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Dalla Francia all'Italia lo spirito di Bacco è il protagonista anche della produzione italiana Come le formiche, tra gli interpreti Enrico Lo Verso, che narra la storia di due sorella, una cantante fallita e un'enologa senza fortuna, che si ritrovano nella splendida campagna umbra che gli restituirà ad entrambe la voglia di ricominciare.  

 

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categoria:vino e cibo
domenica, 08 ottobre 2006

Ostriche e stress

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Da recenti studi si è dimostrato che anche le ostriche soffrono di stress e reagiscono con molto fastidio agli improvvisi colpi di caldo, alle carenze di sale, all'inquinamento, alle manipolazioni ripetute. Lo ha annunciato un ricercatore francese, Arnaud Lacoste, che lavora in un laboratorio biologico di Roscoff, una città portuale della Bretagna. Il ricercatore è convinto di aver scoperto che al pari degli animali vertebrati l'ostrica è in possesso di un sistema ormonale con cui risponde alle situazioni di disagio: davanti ad «agenti aggressori» incomincia a secernere due ormoni, la dopamina e la noradrenalina. E in simultanea «sospende alcune funzioni immunitarie», con conseguente rischio di infezione e di morte se si trova in situazioni patogene. Il dott. Lacoste ha studiato a fondo questo meccanismo reattivo analizzando con la cromatografia l'emolinfa e cioè il «sangue» delle ostriche. E dà per scontato che lo stress - finora considerato una prerogativa delle specie vertebrate - è senz'altro un'esperienza vissuta anche da cozze, polpi e coquilles Saint Jacques. Per gli ostricultori questa «scoperta» è importante: sanno adesso che lo stress potrebbe essere la causa scatenante di tante gravi e misteriose morie tra quei prelibati molluschi. Una ragione in più per evitare tutte le potenziali cause di stress: un riscaldamento eccessivo dell'acqua marina dove sono coltivate le ostriche, repentine variazioni di salinità, aumenti dell'inquinamento, manipolazioni. Per i buongustai invece gli studi di Lacoste non cambiano sostanzialmente nulla: l'ostrica «stressata» non ha un sapore diverso da quello dell'ostrica «sana».

Il mio consiglio è, per chi si sente stressato, godersi un bel piatto di ostriche abbinato a champagne o, per i veri intenditori, una Guinness gelata.

Alcuni indirizzi:

- Riccioli Cafè, piazza delle Coppelle 10 Roma

- Da Claudio, via Ponte Vetro 16 Milano

- Brasserie Bofinger, 5-7 rue de la Bastille Parigi

- Grand Central Oyster Bar & Restaurant, Grand Central Station New York

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categoria:vino e cibo