Valencia, che bella! Ma che brutta partita...
Milano, 4 aprile 2006, giornata bellissima, un caldo primaverile che fa sperare belle cose per tutto il resto della giornata. La partenza è prevista per la prima mattinata direzione Villareal, piccola cittadina a circa 60 chilometri dalla bellissima Valencia. Con qualche ora di ritardo, quattro amiche intraprendono l'ennesima avventura seguendo la propria squadra del cuore, l'Inter. Eravamo contente, sul cartellino la partita poteva benissimo essere affrontata a testa alta, ma conoscendo la squadra le paure rimanevano tante. Linate pronti via, Liguria e poi Corsica per tagliare sul Golfo del Leone, costa spagnola e siamo già arrivati. Il bel tempo non ci ha mai lasciati, sole e caldo ci "costringono" a rimanere piacevolmente in maglietta e a dirigerci verso un ristorantino sulla spiaggia di Valencia. Cosa chiedere di più... Gamberoni crudi, scampi leggermente scottati, calamaretti fritti, vino bianco ghiacciato, il sole e ancora pane bruschettato con una non poco delicata salsa all'aglio, paella, totani alla griglia, pesce spada, il sole e ancora il sole, e la sabbia e la spiaggia. Qualche sciarpa nerazzurra avvolta intorno alla vita di chi, in ansia, attendeva le ore serali per gioire. Appunto, gioire. Alle cinque ci dirigiamo verso Castillon, un'ora di pulmino, severamente rispettoso degli ottanta chilometri all'ora. Poco tempo per accorgersi che la cittadina non aveva nulla a che vedere con Valencia. Il sole va via, era forse un indizio? "Yellow Submarine", così sono chiamati i tifosi del Villareal, lo stadio è piccolo, piccolissimo, 20mila spettatori. Semplici cittadini, madri, bimbi e nonne, nulla a che vedere con il frenetico tifo italiano. Niente rabbia, niente eccesivi atteggiamenti di euforia, ma solo uno sventolare di bandierine e la felicità di vedere la propria squadra impegnata in una competizione di tale importanza con un pacchetto di frutta secca in mano (questo è quello che vendono ai barettini insieme alla birra analcolica). Fischio iniziale. Non ricordo più nulla. Una nebulosa. Inter? Nella mia mente rimane il bellissimo pranzo sulla spiaggia e il club sandwich gustato in camera da letto al rientro in albergo in quel di Valencia. Il giorno dopo il sole, caldo, di nuovo. A Milano la nebbia, il freddo e la pioggia.