domenica, 21 gennaio 2007

Tredici

- È il sesto numero primo, dopo l'11 e prima del 17.

- È il settimo numero della successione di Fibonacci, dopo l'8 e prima del 21.

- È un numero quadrato centrato.

- È un primo permutabile con 31.

- È un numero primo cubano della forma

- È il numero atomico dell'alluminio (Al)

- In numerologia secondo taluni porta bene (come fare 13 al Totocalcio), secondo altri porta male (come essere in 13 a tavola e dover mettere un piatto spaiato oltre al servizio da 12) tanto che si dice che il primo ad alzarsi sarà il primo a morire. Questa credenza deriva dall'episodio evangelico dell'ultima cena. La paura del numero 13 è detta triskaidekafobia. Il numero 13 è associato alla caduta dell'ordine dei Templari visto che il loro arresto di gruppo e la confisca dei loro beni, venne eseguita il venerdì 13 ottobre 1307.

- Ci sono 13 carte per ogni seme in un mazzo di carte francesi.

- 13 Egeria è il nome di un asteroide battezzato così in onore della   dea Egeria protettrice delle nascite e delle sorgenti.

- 13 E' il numero della sommossa di lucifero.

Ma soprattutto sono le vittorie consecutive dell'Inter.....AVANTI COSI'.

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venerdì, 25 agosto 2006

A volte ritornano

Il ciocorì, la girella, le All Star alte, ...opoli, i Ray-Ban a goccia, Sandy Marton, Gualtiero Marchesi, Rocky, i Duran Duran, le penne al salmone...

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martedì, 22 agosto 2006

Orgoglio nerazzurro

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...se non si era ancora capito!

Numeri uno anche nella campagna abbonamenti davvero bella.

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giovedì, 27 aprile 2006

Piccole soddisfazioni

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martedì, 11 aprile 2006

Valencia, che bella! Ma che brutta partita...

Milano, 4 aprile 2006, giornata bellissima, un caldo primaverile che fa sperare belle cose per tutto il resto della giornata. La partenza è prevista per la prima mattinata direzione Villareal, piccola cittadina a circa 60 chilometri dalla bellissima Valencia. Con qualche ora di ritardo, quattro amiche intraprendono l'ennesima avventura seguendo la propria squadra del cuore, l'Inter. Eravamo contente, sul cartellino la partita poteva benissimo essere affrontata a testa alta, ma conoscendo la squadra le paure rimanevano tante. Linate pronti via, Liguria e poi Corsica per tagliare sul Golfo del Leone, costa spagnola e siamo già arrivati. Il bel tempo non ci ha mai lasciati, sole e caldo ci "costringono" a rimanere piacevolmente in maglietta e a dirigerci verso un ristorantino sulla spiaggia di Valencia. Cosa chiedere di più... Gamberoni crudi, scampi leggermente scottati, calamaretti fritti, vino bianco ghiacciato, il sole e ancora pane bruschettato con una non poco delicata salsa all'aglio, paella, totani alla griglia, pesce spada, il sole e ancora il sole, e la sabbia e la spiaggia. Qualche sciarpa nerazzurra avvolta intorno alla vita di chi, in ansia, attendeva le ore serali per gioire. Appunto, gioire. Alle cinque ci dirigiamo verso Castillon, un'ora di pulmino, severamente rispettoso degli ottanta chilometri all'ora. Poco tempo per accorgersi che la cittadina non aveva nulla a che vedere con Valencia. Il sole va via, era forse un indizio? "Yellow Submarine", così sono chiamati i tifosi del Villareal, lo stadio è piccolo, piccolissimo, 20mila spettatori. Semplici cittadini, madri, bimbi e nonne, nulla a che vedere con il frenetico tifo italiano. Niente rabbia, niente eccesivi atteggiamenti di euforia, ma solo uno sventolare di bandierine e la felicità di vedere la propria squadra impegnata in una competizione di tale importanza con un pacchetto di frutta secca in mano (questo è quello che vendono ai barettini insieme alla birra analcolica). Fischio iniziale. Non ricordo più nulla. Una nebulosa. Inter? Nella mia mente rimane il bellissimo pranzo sulla spiaggia e il club sandwich gustato in camera da letto al rientro in albergo in quel di Valencia. Il giorno dopo il sole, caldo, di nuovo. A Milano la nebbia, il freddo e la pioggia.    

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