lunedì, 26 marzo 2007

24 ore su 24

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E' la prima volta che vedo un distributore del genere, o meglio, già visti in Svizzera ma sinceramente erano meno curati.

Sono dei supermercati sotto forma di distributori, chiaramente la scelta è inferiore ma penso siano molto utili.

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A questi si aggiunge un distributore di primi piatti e pizza a scelta con anche piatti e posate.

despencer cibi pronti

P.S. Non c'era la cartigenica (forse troppo ingombrante?), sigh!   

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categoria:vino e cibo
lunedì, 05 marzo 2007

Roma svegliati!

Sabato pomeriggio. Ho proprio voglia di farmi un bel brunch, ma anche mangiucchiare qualcosina fuori a pranzo senza per forza pretendere un menu a base di hamburger, bacon e uova strapazzate. Così, a memoria, non mi viene in mente nulla quindi apro una guida cittadina e ....e.....sfoglio, sfoglio, niente, niente, tutto chiuso. Tutto chiuso domenica a pranzo. Si salvano due ristoranti e gli alberghi. Ma come mai?!?!?!? A quel punto, incuriosita, noto anche un'altra pecca cittadina: a pranzo non si fa la pizza, molti ristoranti/ pizzerie a pranzo non fanno la pizza! Roma svegliati!

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categoria:vino e cibo
venerdì, 23 febbraio 2007

Dal Carso con amore

Il ristorante era di quelli super stellati, la città dove si trova perfetta, le portate erano straordinarie ma di tutti i vini provati uno mi è rimasto particolarmente nel cuore: Vitovska dell'Azienda Agricola Vodopivec. 

Nel Carso, tra la provincia di Trieste e quella di Gorizia, in un raggio di circa 15 km, si trova il vitigno autoctono vitovska. Dà origine a vini dal colore giallo paglierino ambrato, opaco, dal naso fruttato con decise note di erbe di campo e toni pietrosi. Il colore ambrato è frutto della macerazione sulle bucce.

L'azienda Vodopivec è nata nel 1997 ed è regina di questo vino. Dalle 1.500 bottiglie siamo arrivati ora alle 2.500, prodotte su una superficie di circa 4 ettari.

Semplicemente straordinario, elegante, non invadente e che col tempo acquista sempre più interesse.

Paolo e Valter Vodopivec - loc. Colludrozza, 4 - Sgonico (TS) - tel. 040-229181

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mercoledì, 07 febbraio 2007

Cucina e televisione

Arrivo subito al punto. Ma perché non siamo capaci di fare programmi televisivi di cucina? Mi capita spesso di andare all'estero e di osservare sui canali televisivi stranieri programmi di cucina, in particolare Inghilterra e America. Ma com'è che riescono a fare programmi belli pur facendo delle schifezze da mangiare. Noi abbiamo due canali satellitari in Italia che tutto il giorno parlano di cibo e qualche altra cosa sui canali in chiaro ma non rendono, non sanno spiegare ( e far vedere) veramente le delizie culinarie del nostro paese. Faccio un esempio concreto così mi capite meglio. Guardo il programma inglese di Nigella (non ricordo il cognome), super star dei fornelli in Inghilterra. Programma girato in una cucina di casa. Bello, molto bello. Perché: belle le immagini (avrà sicuramente una disponibilità di soldi alta perché penso che ci siano a sua disposizione almeno quattro telecamere), bei colori, bel montaggio, i suoni (frigolio in padella, etc...), insomma una serie di cose che ti fanno stare attaccata al televisore. Poi il contenuto fa schifo, fa degli intrugli (almeno per noi italiani)...riesce a mettere insieme delle salsiccie con del formaggio di noccioline e spalmarci su anche un po' di senape (blahhhhhhh!). Però è un bel programma. Poi giro e guardo una trasmissione di cibo italiana: lenta, primi piani più sulle persone che sulle pentole, musichette di sottofondo inutili, racconti troppo lunghi che fanno perdere il filo della ricetta, oppure ancora peggio abbiamo chef che urlano. Ma ci vuole tanto a fare un programma decente? Parlo da ignorante del settore e capisco che forse avendo a disposizione un buon budget si può fare tanto ma questo non toglie il fatto che i format di cucina in Italia siano inversamente proporzionali alla capacità e alla materia prima del nostro paese.           

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martedì, 23 gennaio 2007

Carnevale ...ogni scherzo vale!

Dolcetto o scherzetto? In questo caso preferisco dolcetto, e che dolcetto! Adoro il carnevale solo per il fatto che sui banchi di gastronomie e pasticcerie si trovano chiacchere (così si chiamano a Milano) e tortelli (idem come sopra).

Chi però volesse mettersi ai fornelli:

Tortelli di carnevale

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per 6 persone: 225 g farina, 150 g latte, 70 g burro, 25 g zucchero, 4 uova, 1 limone, olio di semi per friggere, sale fino.

Togliere il burro almeno un'ora prima dal frigo prima di usarlo. Setacciate la farina. In una casseruola fate scaldare il latte, 200 ml di acqua, un pizzico di sale e il burro a pezzettini. Arrivati a bollore, e quando il burro si è sciolto, levate dal fuoco. Mettere a fontana nella casseruola la farina, girare con un mestolo di legno, rimettere sul fuoco e mescolare finchè l'impasto si stacca dalle pareti. Quindi versate il composto in un recipiente per raffreddarlo e ogni tanto mescolate. Quando il composto è diventato freddo unire le uova (uno alla volta), la scorza grattugiata del limone, una volta amalgamato il tutto unite lo zucchero e mescolate. Coprire il recipiente con un panno e lasciate riposare per un'ora. Far scaldare abbondante olio in una casseruola con i bordi alti. Quando è ben caldo fate delle palline di pasta (aiutatevi con due cucchiaini) e immergetele nell'olio bollente (non troppe palline per volta perchè la pasta tende a triplicarsi di dimensione). Quando vedete i tortelli ben grossi, gonfi e dorati scolateli con un mestolo forato e metteteli sulla carta assorbente. Continuate così. Servite i tortelli spolverati a piacere o con zucchero semolato o con zucchero a velo (io onestamente preferisco la prima).

Chiacchere di carnevale

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per 6 persone: 250 g farina, 2 uova, 1 grossa noce di burro, 1/2 cucchiaio di zucchero, 1 cucchiaino di grappa, 1 pizzico di sale, olio di semi per friggere, zucchero a velo.

Fate fondere il burro a fuoco dolcissimo. Setacciate la farina, fate la fontana e versatevi il burro, le uova intere, la grappa e lo zucchero. Sbattete delicatamente gli ingredienti con la forchetta e, quando l'impasto si sarà rassodato, lavoratelo con le mani per una decina di minuti. Fatene una palla, avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare per un'ora. Trascorso questo tempo infarinate la spianatoia e dividete la palla di pasta in due o tre pezzi e stendetela con il mattarello (o con la macchina). Deve risultare uno spessore di circa 2 mm. Con la rotellina dentata ricavatene delle losanghe oppure dei rettangoli che inciderete con due tagli paralleli oppure delle lunghe strisce larghe un paio di cm che potrete annodare morbidamente a forma di fiocco. Riempite a metà una padella di olio e quando è caldo friggete tre chiacchere alla volta (2 minuti a parte finchè sono dorati). Scolateli su carta assorbente e servite con una spolverata di zucchero a velo.

Chi invece vuole acquistarli:

- Tortelli di carnevale: Rosticceria Leoni (su ordinazione) c.so Venezia, Milano

- Chiacchere di carnevale: Pasticceria Cova via Montenapoleone 8, Milano oppure Pasticceria Galli via  Victor Hugo 2, Milano

          

 

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martedì, 16 gennaio 2007

Il vino indiano e la protezione dello Stato

Una bottiglia italiana prima di arrivare sulle tavole indiane subisce questo processo:

prezzo iniziale + 100% import duty + 75% additional duty + 200 rupie per tassa dello Stato + 7% gabella cittadina + 20% sales tax

questo rende praticamente impossibile far arrivare vino da altre nazioni quindi l'India si è rimboccata le maniche facendo decollare la propria produzione sfruttando il clima del subcontinente con i progressi della tecnologia e il know how della tradizione enologica europea.

Scelta applicata dall'azienda indiana Grover Vineyards che oggi vende un milione di bottiglie, esporta il 25% della produzione di cui i 4/5 in Francia, grazie anche all'aiuto di Michel Rolland (star enologica francese) e all'azionista la maison di champagne Veuve Cliquot Ponsardin.

Dal 2003 la produzione vitivinicola indiana è cresciuta del 25-30%.

  

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categoria:vino e cibo
martedì, 16 gennaio 2007

Mercato alimentare

Quattro tendenze, linee guida, da seguire per avere successo nel mercato alimentare e per sviluppare i prodotti:

1- l'invecchiamento della popolazione: prodotti che danno benessere e che risolvono problemi specifici (es. pasta/riso Scotti)

2- ruolo sempre più attivo della donna nella società: mancanza di tempo e mancato obbligo domestico (es. preparati Buitoni)

3- la tecnologia e la virtualità che fanno parte della quotidianità: la ricerca di prodotti certificati e di qualità superiore come risposta alla società virtuale (es. prodotti Mulino Bianco grazie anche al messaggio pubblicitario)

4- mobilità e flessibilità della famiglia e del lavoro: esigenza di prodotti comodi, evoluzione del fast food (es. barrette Magnum)

Il 100% della popolazione tra i 25 e i 50 anni segue queste tenzenze.

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lunedì, 15 gennaio 2007

Farinata e dintorni

Avete mai trascorso un weekend a Novi Ligure? Io mai, almeno fino a due giorni fa, poi mi sono ritrovata "un po' per caso" in questa ridente cittadina piemontese. Nebbia nebbia e ancora nebbia oltre ad un gran freddo. Tra un outlet e un carpaccio di Fassone piemontese alla fine si è mangiato e bevicchiato bene. Simpatici i piemontesi ma ancora più accoglienti i locali di Novi. Quindi se volete mangiare un'ottima farinata andate da Il Banco, per l'aperitivo al Corona dove c'è un buffet di stuzzichini davvero invitante e per passare una serata in allegria tra musica e balli al Saint Paul. W Novi e W la nebbia.    

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lunedì, 08 gennaio 2007

Periodi...

Periodi, periodi, periodi... Nella vita, ma in particolare durante alcuni mesi dell'anno si passano momenti in cui ci si fissa su determinate cose. Ad esempio non vi è mai capitato di comprare sempre per mesi un certo tipo di biscotti e poi da un giorno all'altro non volerne più sapere? Oppure ordinare sempre la stessa cosa al bar? Ecco, appunto. Per me questo è il periodo dei grissini torinesi (niente pane, niente focaccia o altro), adesso è il periodo del marocchino (niente più espresso hag), è il periodo del Gragnano (sia chiaro che il periodo delle bollicine francesi non passerà mai), cose di cui magari prima non avevo mai sentito la necessità, ora sono dei punti fermi della mia giornata. E voi? che periodo state passando? Ma soprattutto cosa mi aspetta?

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categoria:vino e cibo
venerdì, 15 dicembre 2006

Maria Antonietta

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Bellissimo il film di Sofia Coppola su Maria Antonietta. Ben fatto, non banale e retorico..... "Sofia Coppola ci fa "sentire" moderna una storia antica, evitando i cliché storici e la ricostruzione politica. È di una donna che ci vuole parlare, una donna che soffre per la disattenzione sessuale del marito che si trova caricata come colpa, una donna-bambina che compensa le frustrazioni giocando con scarpe, cibi, cani come una ricca signora di Beverly Hills". Attento ai particolari e superlativi i costumi e la scenografia. Lo consiglio a tutti.

0.jpgDettaglio goloso: i macaron di ladrée

20060607-converse_all_star_rosaDettaglio sfizioso: le All Star alte rosa confetto

 

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